Diritto di visita dei nonni: cosa stabilisce la legge italiana

da | Set 7, 2026 | News | 0 commenti

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Diritto di visita dei nonni: cosa stabilisce la legge italiana

Il diritto di visita dei nonni è riconosciuto dall’ordinamento italiano ed europeo. I nonni possono mantenere un rapporto stabile con i nipoti minorenni, a condizione che ciò sia conforme al preminente interesse del minore, secondo quanto previsto dall’art. 317-bis del codice civile.

Non si tratta però di un diritto assoluto: il giudice può limitarlo o escluderlo quando la frequentazione risulti pregiudizievole per il benessere psicofisico del bambino.

Il riconoscimento del diritto in Europa e in Italia

Il diritto di visita secondo la Corte di Giustizia UE

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha precisato che la nozione di diritto di visita non riguarda esclusivamente i genitori, ma può comprendere anche altri parenti stretti, tra cui i nonni. Il riferimento è alla sentenza della Corte di Giustizia, sez. I, 31 maggio 2018, causa C-335/17.

Il rapporto tra nonni e nipoti rientra inoltre nei legami familiari protetti dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In questa prospettiva si colloca anche Cass. civ., sez. I, ordinanza 24 aprile 2024, n. 11122.

Il diritto previsto dall’art. 317-bis del codice civile

Nell’ordinamento italiano, il punto di riferimento è l’art. 317-bis c.c., che riconosce agli ascendenti il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. La norma, tuttavia, tutela anzitutto il diritto del minore a conservare relazioni familiari importanti e positive.

La Corte di Cassazione ha ribadito che il diritto di visita non deve essere ristretto ai soli genitori quando il minore abbia interesse a intrattenere relazioni personali con altri familiari, come i nonni. Tra le decisioni rilevanti rientrano Cass. civ., sez. I, 25 luglio 2018, n. 19780 e Cass. civ., sez. I, ordinanza 12 marzo 2025, n. 6591.

Il limite decisivo: l’interesse superiore del minore

Il diritto dei nonni non costituisce una pretesa autonoma e incondizionata. Ogni decisione deve essere assunta valutando il superiore interesse del minore, che rappresenta il criterio prioritario per il giudice.

La Cassazione ha chiarito che la tutela degli ascendenti è distinta da quella riconosciuta ai genitori e richiede una valutazione specifica del caso concreto. In particolare, occorre verificare se la relazione con i nonni favorisca il benessere, l’equilibrio e lo sviluppo del bambino.

Quando le visite dei nonni possono essere limitate

Il giudice può intervenire sulle modalità di frequentazione quando emergano elementi idonei a compromettere il benessere psicofisico del minore. A seconda della situazione, il diritto può essere limitato, regolamentato in modo diverso oppure, nei casi più gravi, escluso.

Le semplici tensioni tra genitori e nonni non sono normalmente sufficienti per interrompere il rapporto tra nonni e nipoti. Possono però giustificare una riduzione dei tempi di visita, l’individuazione di luoghi neutri o altre modalità organizzative utili a evitare il coinvolgimento del minore nei conflitti familiari.

In tal senso, Cass. civ., sez. I, ordinanza 26 gennaio 2026, n. 1744 ha affermato che il conflitto tra adulti non basta, da solo, a negare la frequentazione, dovendo essere accertato un effettivo pregiudizio per il minore.

Come viene regolato il diritto di visita dei nonni

Il ruolo del giudice nei procedimenti familiari

Nella pratica, il diritto di visita degli ascendenti può essere disciplinato dal tribunale, spesso nell’ambito di procedimenti di separazione, divorzio o regolamentazione dell’affidamento dei figli. Il giudice può fissare tempi, giorni, luoghi e modalità degli incontri in base alle esigenze concrete del minore.

Le decisioni giudiziarie mirano a garantire che il rapporto con i nonni contribuisca alla crescita serena e armonica del bambino. Questo principio è stato valorizzato, tra l’altro, dal Tribunale di Monza, sentenza 13 settembre 2021, n. 1638.

Un rapporto che può avere valore educativo

Il ruolo dei nonni può andare oltre la semplice visita occasionale. In determinate situazioni, la loro presenza può assumere rilievo nel progetto educativo e formativo del nipote, purché il rapporto sia positivo e rispettoso delle scelte genitoriali.

Il Tribunale di Rimini, sentenza 9 luglio 2020, n. 418, ha riconosciuto l’importanza del ruolo dei nonni nel percorso educativo del minore. Il Tribunale di Monza, sentenza 9 dicembre 2019, n. 2699, ha inoltre escluso che i nonni possano essere considerati semplici persone estranee al nucleo familiare.

Tempi e modalità degli incontri

Non esiste una durata standard per le visite dei nonni. Il giudice può prevedere, ad esempio, incontri settimanali, pomeriggi periodici, partecipazione ad alcune festività o permanenze più lunghe durante le vacanze.

La regolamentazione può riguardare anche casi con elementi internazionali, come dimostra Tribunale di Napoli, sentenza 7 luglio 2023, n. 7022. In ogni caso, l’obiettivo resta quello di tutelare una relazione affettiva stabile, senza alterare l’equilibrio di vita del minore.

Come far valere il diritto di visita dei nonni

Quando un genitore impedisce senza una ragione adeguata i contatti tra nonni e nipoti, gli ascendenti possono rivolgersi al tribunale competente per chiedere la regolamentazione del rapporto.

Il giudice ascolta le parti e, se necessario, può disporre approfondimenti sul contesto familiare. Quando il minore è capace di discernimento, può essere ascoltato secondo modalità adeguate alla sua età e maturità.

Il provvedimento finale può stabilire un calendario di incontri, definire eventuali condizioni di svolgimento delle visite o escluderle soltanto quando siano incompatibili con l’interesse del minore.

Domande frequenti sul diritto di visita dei nonni

I nonni possono vedere i nipoti dopo la separazione dei genitori?

Sì. La separazione o il divorzio dei genitori non eliminano il diritto del minore a mantenere rapporti significativi con gli ascendenti. Il tribunale può regolamentare le visite quando necessario.

Un genitore può impedire ai nonni di vedere i nipoti?

Un genitore non può impedire arbitrariamente la frequentazione. Se manca un accordo, spetta al giudice verificare se il rapporto con i nonni corrisponda al superiore interesse del minore.

Il diritto di visita dei nonni può essere negato?

Sì, ma soltanto quando sia dimostrato che la relazione è dannosa per il minore. Le semplici incomprensioni, risentimenti o conflitti tra adulti non sono di per sé sufficienti.

Quanto durano le visite dei nonni?

Non esiste una regola unica. Tempi e modalità vengono fissati caso per caso, considerando l’età del minore, le sue abitudini, la qualità del rapporto con i nonni e l’esigenza di evitare conflitti.

I nonni possono chiedere l’affidamento del nipote?

In situazioni eccezionali, caratterizzate da grave inadeguatezza dei genitori, i nonni possono essere coinvolti nelle misure di protezione del minore. Si tratta però di ipotesi diverse dal normale diritto di visita e soggette a una rigorosa valutazione giudiziale.

Conclusioni

Il diritto di visita dei nonni è tutelato dall’ordinamento italiano e dai principi europei, ma è sempre funzionale al benessere del nipote minorenne. L’art. 317-bis c.c. non protegge soltanto l’interesse degli ascendenti a vedere i nipoti: tutela soprattutto il diritto del minore a conservare relazioni familiari significative.

Per questo motivo, il giudice può regolare, limitare o escludere gli incontri solo dopo avere valutato attentamente la situazione concreta, con l’obiettivo di garantire al bambino una crescita equilibrata e un contesto relazionale positivo.

Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per una valutazione del caso concreto è opportuno rivolgersi a un avvocato esperto in diritto di famiglia.

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